StregaBugiarda

Più si apprezza la vita e più si restituisce

09 ott 2017

I sogni viaggiano per mare.

La Strega lucertola, si è svegliata con le batterie solari che davano energia... dopo tre giorni di pioggia costante e battente ed un grigio uniforme che costringeva alla luce artificiale, messo il primo piede a terra sono corsa ad aprire tutti i balconi e la luce che entra e si adagia su tappeti, mobili, antichi cuscini ricamati attiva la mia voglia di fare e sento il mio cuore celeste come il cielo di oggi.
Ho pensato perchè non scrivere del mio stato d'animo, della mia "preoccupante" giovinezza mentale? Poi convinco me stessa e mi dico: ma il cuore non invecchia, con gli anni i sentimenti si affinano, prendono forma concreta rafforzandosi, come i sogni...
A proposito di ciò, stamani, in instagram come sempre vado a vedere le novità che posta chi ha il mio bene assoluto, che è il mio orgoglio e insieme alla grande dolore della sua lontanaza ho la gioia di sapere che ha superato ogni mia aspettativa.... Il primo Mercury 25 cv, con un open di sei metri dei cantieri Marinello glielo comperai che aveva 8 anni,  allora, c'era chi lo accompagnava e gli ha insegnato a nuotare, lo sci d'acqua, la pesca, mentre io lavoravo, ed il padre latitava fra S.Martin, Barbados, o costiera amalfitana... oggi da questa foto so della data del rientro...
Foto MG


To get home#thelastday#sicily#eolianisland#egadiisland#solocosebelle#sea#summer17#family#top#myboat#navigando#

e poi la didascalia di un video da Panarea

My Second Home#panarea#raya#imigluorisogniviaggianopermare#sicily#solocosebelle#...

e solo lui poteva scrivere i migliori sogni viaggiano per mare !

Mi è passata la voglia di parlare  del mio stato d'animo... e della mia mente troppo giovane.

04 ott 2017

Salvare l'estate


FOTO Strega 2013
Stamani poco dopo il sorgere del sole dalla finestra della cucina che guarda al ovest.

Loro vanno ancora al mare e fanno i bagni,
A lidi chiusi, si danno appuntamento sulla spiaggia in dirittura di casa mia, dove anch'io ero solita andare.
Il pranzo? un grappolo d'una, due crekers, e poca acqua.
Dopo il raggio verde e quando la luce mi costringeva ad abbandonare l'oggetto del desiderio momentaneo, impedendomene la lettura, tornavo a casa.
Fra loro c'è chi fa il bagno da sempre fino ai giorni della Fiera che, dal 1850 il 14 e 15 Novembre, chiude il ciclo fieristico annuale.
Sono passati appena 2 anni da quando il pesce che ero si è trasformato in gatto, e fa le fusa fra i suoi libri, le ceste ricolme di gomitoli colorati, mirabili scatole piene della collezione di antichi merletti, impalpabili, fragili e di fidati odori, profumo di oggetti inutili di un tempo, illusioni di un filo d'oro col passato, di origini e "propria" matrice culturale.
Lo so che da maggio non ho frequentato, ma sono andata nei due luoghi del cuore , in essi il mio sguardo si posa su ciò che amo, mi sono recata molte volte dall'oculista e in ospedale, ho letto tanto e completato una miriade di lavori, e ho esercitato positività sulle mie piante.
Anche oggi ho detto no ad un invito, ma da tempo, dopo le uscite, al rientro a casa, pesa la sensazione di aver rubato qualcosa ai miei desideri.
Non si può parlare di politica religione e soldi, resta il conosciuto e i ricordi di decenni precedenti, le stesse barzellette, gli stessi commenti, tutto respirato, e diventa visto udito sentito ed anche predetto.
Non mi dicono più nulla, costatano che non tengo più banco come prima, dentro me sorrido, al pensiero che mi vedano depressa, forse mi manca ferro? allora regalano fegato e vino...;-)
Parlo di tralci di lavanda da mettere in bagno per un secchio comprato a Roma in primavera, e la lavanda arriva ed anche in grande abbondanza.
La mia sponsor ufficiale, stamani mi ha chiamata e mi ha detto, "se ti sembra banale venire a Catania da me o da tuo figlio, ma perchè non parti? è la prima volta che sei ferma per più di cinque mesi? qualcosa non va?"
Manco di tatto se ricordo e sottolineo che sono trascorsi soltanto 20 gg dal secondo intervento ? che debbo attendere un mese, altra visita, e poi di nuovo libertà.
Libertà di andare a trovare amiche ed amici nuovi, che possano arricchirmi con la meraviglia del non conosciuto? Ma anche l'opposta libertà di intrattenere contatti virtuali, decisamente da non conoscere nel reale e lasciare che la mente voli a mo' di medicina dell'anima.
E poi si vive di miracoli dove vi è il ragazzo incantato dal vento e la donna della solitudine e ricamo e le congiunture esterne che ti illudono e ti fanno credere immortale ed in uno stato superiore.
Inevitabile che in questo star bene, troppo bene, cominci a serpeggiare e lampeggiare la velleità di esprimermi diversamente dagli altri.

Oggi mercoledì 4 Ottobre 2017

Sono trascorsi più di tre anni, ho fatto due traslochi, ed ho abitato altre tre case, sono ancora alla ricerca... desidero mare e grande terrazza o, come ancora prima, mare e giardino... in questo momento sono nel posto che mi ha dato i natali, città bellissima e pietrosa cammino per le strade che mi videro bambina, ma raramente ascolto il dialetto tipico della ch dolce e dell'inserimento della i nella parola dialettale, che distingue nettamente questa zona.
Anche adesso sono ferma, ed è stata la prima estate che nella mia pur lunga vita non ho assaporato la brezza del mare, il vento caldo dello scirocco che trasporta ovunque innumerevoli granelli di sabbia creando onde e dune, la quiete e l'improvviso silenzio della bonaccia all'imbrunire, quando il vento di mare si placa ed ancora non è arrivato quello di terra. Il primo anno che non avevo fatto una nuotata fino a sfinirmi e uscire dal mare con il petto ansimante per abbandonarmi al sole ancora carica di freschi brividi....
C'è chi sta monitorando i miei occhi, il nervo ottico fa le bizze, il campo visivo è limitato, ed è da luglio che praticamente ogni 15 giorni  io ed il mio oculista ci guardiamo negli occhi, ma due settimane fa non ho resistito, sapevo che il mare era deserto o quasi e ho telefonato per prenotare.
Fra tutti quelli visti in internet mi sembrò il posto in armonia con l'anima dei luoghi, nessuna piscina olimpionica, nessun cristallo o oggetti di disegn milanesi,  ma limoni, banani, palme e antichi pini marini di un vecchio giardino a mare. Una signora gentile si scusò e mi disse che il giorno dopo avrebbero chiuso, lei e il marito rientravano per fare i nonni.  Mi presentai, ma dissi anche il nome di mia madre, ringraziai e tornai al pc per continuare la ricerca.
Dopo un quarto d'ora squilla il telefono, si presenta la signora architetto e moglie dell'ingegnere tal dei tali, e mi chiede se ero parente dell'ingegnere .... si fratello di mia madre. E sua madre era la figlia del Cavaliere.... ? che e rimasta vedova giovanissima? ( mio padre  aveva 39 anni quando ci lasciò, ed io ero la piccolina dei figli, appena sei mesi) ... ebbene alla fine della telefonata mi disse che la mattina successiva sarebbe passato l'autista. Putroppo nessuno mi avrebbe preparato colazione ma la donna delle pulizie sarebbe venuta ogni 2 giorni ed io sarei stata assolutamente sola.
Felicissima di questo... Non ho voluto compagnia, sono seguite meraviglia e critiche, da parte di amici, ma sono stata benissimo!

Indifferenza? superiorità? distacco? no niente di tutto ciò, la stagione, e non solo quella climatica, clemente mi consente di pensare che :
C'è un solo tipo di successo: quello di far della propria vita ciò che si desidera.

01 ott 2017

Pensieri scherzosi di poeta...

Sto sistemando, o almeno cerco di farlo, il blog come era prima, sono sparite un po' di foto debbo cercarle e credo che adesso avrò il tempo e la voglia  di tornare indietro, ho un mare di lavoretti da postare insieme ai pensieri che accompagnano la mia manualità e tante bozze da completare...non ricordo bene la frase di presentazione  ma vedrò di scriverla avvicinandomi il più possibile al concetto espresso nel 2007. intanto un omaggio appena ricevuto da uno dei poeti che più ammiro, amico di vecchia data :
Gioco poetico con accompagnamento di flauto triste)
chi va
e chi viene
nel tempo che più va che viene
arriva prima Vera
poi Leriana
quindi arriva Gina
e vanno via, come sempre
prima Vera
poi va Leriana
infine logicamente
sparisce e va Gina (Beppe Costa)

Lui gioca con le parole ed io scappo a preparare la cena e poi guardare la seconda parte di L'Oriana

L'irredimibile Palermo

Sono qui, a godere del regalo di un video che mi mostra la vista del golfo e la voce al mio fianco descrive ciò che i nostri occhi vedono, un momento di condivisone inaspettato e gratuito, che lascia sapori buoni e fa brillare i volti...
Aulico ricevuto da Federico II al castello di Maredolce.
Non ci vuole soltanto coraggio, ma fede per affrontare l’impossibile e l'irreversibile. 
Dalla montagna di Gibilrossa si vede tutta Palermo e si capisce bene l'irrimediabilità di ciò che è accaduto negli ultimi cinquantanni e l’impossibilità di riconquistare quel paradiso perduto che per duemilacinquecento anni è stata la Conca d’Oro.
Castello di Maredolce parco della Favara.

Palermo è stata la città italiana più bombardata della Seconda guerra mondiale, eppure l’ammasso informe di cemento che la sommerge ha smembrato questa città-giardino del Mediterraneo più dei bombardamenti. 
Sfigurata e strozzata come Palermo, c’è solo Napoli ed Atene, che dal Partenone offre il volto penoso e deforme di una grande tomba di calcestruzzo.
Millenni di civiltà diverse, ma rispettose di ciò che avevano trovato prima, e persino capaci di accrescerne il valore e la bellezza, sono stati bruciati nell’arco di un brevissimo mezzo secolo, da ruspe furiose e da uomini famelici e indolenti.
La Conca d’Oro di Goethe, dei romani, degli arabi e dei normanni non c’è più, è ridotta alla zona di Ciaculli (nemmeno tanto immacolata già venticinque anni fa, quando la attraversavo per andare a Belmonte, paese originario della tata di mia figlia) e allo spicchio di venticinque ettari di agrumeti della Favara-Maredolce,  una volta era un grande bacino che raccoglieva le acque delle sorgenti, fertilizzava le campagne — miniere d’oro di melograni, gelsomini, anemoni, narcisi, margherite, gigli, palme, aranci, limoni — e che oggi resiste, Dio solo sa come, all’avanzata del cemento che ha divorato ormai l’ottanta per cento della fu Conca d’Oro. 
Un crimine contro l’umanità, come la distruzione dei giganteschi Buddha di Bamiyan da parte dei talebani e delle splendide città assire da parte di questi altri malati di mente dell’Isis, che nei giorni  scorsi, prima basita e poi sfogandomi in un pianto dirotto, ho visto distruggere la mia fantasia e il sentimento di meraviglia provato da ragazza quando Maria (la cugina insegnante di lettere), come nella migliore fiaba orientale mi parlava di Hammurabi,  di Assurbanipal, dello stendardo di Ur, di Nabuccodonosor, di Ninive e dei suoi giardini pensili. 
La più antica civiltà fra il Tigri e l'Eufrate, gli Ittiti, e le testimonianze loro sono andate distrutte come la più grande biblioteca del mondo allora conosciuto.
Amavo tanto il mistero ed ero così curiosa che ancora adesso mi meraviglio di me e di come quei pomeriggi siano scolpiti nella memoria, insieme a nomi, date e alle mie domande assetate di tutto.
Non fecero questo, gli arabi, musulmani, quando sbarcarono in Sicilia. Al contrario, realizzarono una vera «rivoluzione agricola»,fecero tesoro dell’eredità romana, e prima ancora punica e greca, aggiungendole all’universo islamico, ricco di culture scientifiche e tecniche, anch'esso già alimentato dalla scienza cinese e indiana, dagli antichissimi saperi della Mesopotamia e della Persia, dall’esperienza africana, dalla sapienza egizia, dalle scuole agronomiche dell'Andalusia.
Grazie a questa saggezza, nel primo decennio dell’anno Mille, fu possibile realizzare il lago artificiale di Favara-Maredolce e costruire l’omonimo castello che lo ornava, entrambi opera dell’emiro Giafar. E grazie alla stessa saggezza, i normanni di Ruggero II, il primo re di Sicilia, dopo aver sconfitto gli arabi e conquistato Palermo, fecero di quel lago e di quel castello da Mille e una notte il primo nucleo della città-giardino che diventerà poi Palermo.
Il castello di Favara ( fawwara , in arabo, significa sorgente) diventerà uno dei luoghi di «sollazzo» della corte normanna — crocevia di affari, piaceri, scienza, arti e di fervida vita intellettuale grazie alla frequentazione di filosofi e letterati cattolici, ebrei, musulmani —, ma anche uno dei più importanti monumenti della Palermo arabo-normanna, non secondo alla più nota Zisa.
Lo splendore di Favara-Maredolce durerà fino a quando vivrà Federico II di Svevia, nipote di Ruggero II e suo degno epigono. Poi, quando gli aragonesi, nel 1328, donano il castello ai cavalieri teutonici della Magione, che ne fanno un ospedale, comincia il declino che continuerà inarrestabile fino al XX secolo. Si approvarono assurdi piani regolatori che diedero inizio il sacco edilizio "mafioso" di Palermo che vantava una «cura pubblica» che non ci fu, non c’è e chissà se mai ci sarà. Perché oggi come allora — nonostante il restauro del castello e un fitto e bellissimo agrumeto che ha preso il posto del lago — allo scempio e all’aggressione insaziabile del cemento si oppongono,  sempre e soltanto «pochi privati». " Tra costoro, il gruppo di lavoro, coordinato dall’architetto Lina Bellanca, della Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo, al quale quest’anno la Fondazione Benetton Studi Ricerche ha assegnato il XXVI premio internazionale «Carlo Scarpa per il giardino». Una scelta coraggiosa, perché la cura dei luoghi, qui, come la intendeva un grande paesaggista e filosofo come Rosario Assunto, siciliano di Caltanissetta, del quale il 28 marzo ricorre il centenario della nascita, ha grandissime probabilità di risultare vana come la fatica di Sisifo" (Corriere della Sera).
Eppure, proprio con la stessa consapevolezza di Sisifo, è una fatica che va fatta. Per ricostruire, se non i luoghi, almeno la speranza che gli uomini e ciò che resta del paesaggio  non vengano travolti definitivamente dall’avanzata delle costruzioni "sgarrupate" che sono arrivate fin sul muro del lago artificiale e persino dentro la corte del castello.
Parlare di paesaggio e di cura dei luoghi tra i quartieri di Brancaccio e Ciaculli, tra la via in cui è stato ammazzato don Pino Puglisi e quella in cui nel 1963 esplose la prima autobomba che fece sette vittime, non è un’occupazione per anime belle che inseguono un’Arcadia che non c’è. 
È invece una battaglia di civiltà, così importante da muovere un sindaco a «licenziare» il suo assessore all’Ambiente senza un perché, o meglio di tre perchè che sono : una nuova inutile tangenziale, altri inutili centri commerciali, e persino un altro cimitero nel verde che resta di Ciaculli.
Parlare di paesaggio e di cura dei luoghi nel disastro urbano di Palermo  ha l’aspetto di qualcosa di irredimibile — è anche l’estremo tentativo di fermare un sacco edilizio che non si è mai fermato. Ieri, per paura della mafia. Oggi, con l’alibi della mafia e la retorica dell’antimafia di professione. Un grande premio come il «Carlo Scarpa» serve. Ma poi serve anche non morire Gattopardi, ucciderlo il Gattopardo, per ritrovare l’anima di quella città-giardino che il geografo al-Idrisi celebrò ne Il libro di Ruggero e di quella Conca d’Oro che Fernand Braudel definì «paradisiaca».
Sono bloccata fino a giorno 11, non vedo l'ora di tornare a Palermo, sperando che ottobre sia generoso di eventi, come quelli di questi giorni, ripubblico il 1.Ottobre.2017


30 set 2017

pirata strega e straniero

Vorrei poterti essere d'aiuto in qualche modo, magari raccontandoti qualche favola, qualche Sogno per distrarti almeno per qualche attimo. Questa sera non ci riesco, lunedì sarò alle prese anch'io con analisi, accertamenti, le solite piacevolezze, ho qui un poco di spleen a tenermi compagnia.


Ma le Streghe e i Pirati sono immortali, sono un Racconto.....e continueranno nei loro Sabba e nei loro arrembaggi infiniti, non è così ?


Con le tenebre, Strega Bugiarda, arrivano i personaggi del buio, coloro che preferiscono essere intravisti tra le ombre, basta una falce di luna a farli svanire.
Arrivano le Streghe tue sorelle, i piccoli Troll dispettosi, gli Elfi che lasciano i loro stagni e le acque ferme delle gore , talvolta perfino qualche vecchio sedicente Pirata, abbigliato un pò fuori dal tempo, carico di armi di cui l'oscurità non lascia intravvedere la ruggine e il buio.

Gente che non ama i riflettori e l'incessante brusio di quella piazza chiamata FB, piena di uomini e donne  che parlano, parlano, parlano, tesi tanti di loro ad apparire quello che non sono e che magari vorrebbero essere, oppure donne e uomini soli che diffondono o così credono garbo, spirito e simpatia e che invece si sentono  incompresi e cercano compagnia.

Eppure la piazza è anche utile, furono quelli del mio Ordine universitario, i Clerici, a trascinarmici con la forza e fecero bene, tutti i miei contatti appartengono in fondo a quell'ambiente.

Quasi tutti : perché anche i sedicenti Pirati sono curiosi e affascinati dalla gente "strana" come loro , come le Streghe che hanno poteri magici, così dicono almeno nelle notti di neve coloro che vivono nei campi o nelle borgate che ne sono affascinati e pure le temono, le sfuggono.

Questa estate ti ho pensato, quando una calura d'inferno sembrava svuotarmi di ogniforza e le vele della mia nave pendevano morte dai pennoni, dalle sartie.

Lo sai come sono i Pirati : è nella loro natura correre sui mari in cerca di prede, di gemme e tesori, di sete damascate e di armi cesellate, di spezie e di donne bellissime.

Parole, parole, ancora parole......ma poi ?

Quando lessi "On the road" più che un Libro Sacro pensai che Kerouac avesse scritto la mia biografia, l'etica e l'estetica dell "andare per andare", il viaggio infinito......

Ma è passato tanto tempo, troppo : troppi anni, troppi accadimenti, troppe battaglie.

Adesso la nave si è perduta in qualche porto di qualche mare, le teredini hanno corroso la chiglia, le vele sono a pezzi, le colubrine e le spingarde se fanno fuoco rischiano di deflagrare.....

Gli abbordaggi, le prede, le battaglie.....tornano ogni notte con i sogni, ma l'alba arriva sempre troppo presto e i Pirati scompaiono, neppure fossero stati sorpresi dalla floatta di Sua Maestà Britannica all'eterna caccia di Sandokan.

Chissà : magari in un altro tempo, in un'altra dimensione, in questo momento un Pirata ed una Strega si incontrano, bevono assieme da lunghi calici un liquido ambrato, parlano di, di.....

Buona notte, Signora mia : che sia una notte dolce per te.

Sandokan

"Darsi una regolata"....già. Ma come si fa ? E soprattutto, perché ?

Ti capisco : a volte anch'io mi sento spinto in un angolo, un pò stanco. Ma poi si ricomincia, si alzano le vele rimaste, si caricano i pochi cannoni ancora in grado di fare fuoco, si inchioda la bandiera lassù, al picco di randa.

E via andare : finché durerà........

FELICE E CONTENTA

Mi fa piacere condividere la gioia che ho provato nel ricevere il regalo di Debora,  deliziosa scatolina con due boutons brodés a cui debbo immediatamente trovare il giusto ed importante posto nella mia camera.
Grazie infinite Debora, non sai quanto io apprezzi e quanto bene fanno questi gesti, per una persona fragile quale io sono adesso, ( ops, hahaha non ho detto debole!!).
Lo stupore e la meraviglia mi hanno accompagnato per tutta la giornata ho trovato molte e-mail ed il tempo è trascorso al telefono e nella lettura di esse.
Spero di raggiungervi tutti personalmente... con un grande abbraccio e tanto tanto affetto...
ma anche tanta riconoscenza perchè la vostra presenza e la vostra attenzione mi confermano e mi ricordano quanto sia bello il mondo e meravigliosa la vita... cosciente che tanta più luce vi è, tanto più bisogna sopportare intense ombre.

purtoppo sono sparite le foto dei regali di Debora... mi scuso.

28 set 2017

SONO TRE...

il mio stato d'animo... leggero leggero

 e poi invece libertà...
con voglia di infinito



e la terza Giudizi universali, non la posto, quella è cervellotica e strizza il mio allegro cervello...

27 set 2017

In scena di scena

Metti che sei dietro il monitor, non ti vedo ma sento la tua presenza, ed è per te che scrivo.
Sei giovane o vecchio, sei bionda o bruna, stai rubando minuti al tuo lavoro o possiedi il tuo tempo e non conosci la noia?
Chi tu sia non importa, la cosa certa è che posso creare la tua immagine come più mi aggrada e se sento di confidarmi allora sei amico, sei amore, sei collega o compagno di scuola, sei colto, generoso, ironico, sei come piace a me, ti immagino bello e seducente perché senza la bellezza non riesco a vivere e non saprei neanche parlarti e condividere che è un mio desiderio avulso da te.
Se non commenti, e ti vedo passare, la mia idea non è macchiata da nulla e tu sei in simbiosi con il mio dire, ma se mi scrivi, la cosa più importante è la libertà.
Sono programmata a batterie solari, e in giorni come questo, rientrata e con il sole ancora nel cuore, mi torna la voglia di condividere ma non immergo i miei pensieri in acque chete, in esse si potrebbe smuovere il fango dalla sua naturale dimora.
Mi sento libera, lontana da strategie che non mi permettevano di sfioccare le nuvole ho camminato molto, fra pietre e cieli azzurri sono arrivata fino al mare e la risacca leggera e spumeggiante mi invitava e raccogliere i vetri pieni di sillabe che l'idea aveva abbandonato in mare.
E allora scavo fra gli infiniti numeri della sabbia e trovo uno scritto sulla felicità, quella trascurabile delle piccole cose di tutti i giorni che è fonte di energia e divertimento, compagna ed amica della trascurabile infelicità giornaliera, anch'essa fonte di energia, e se quest'ultima non causa danni, felicità ed infelicità nel vivere quotidiano, sono sorelle e si somigliano


Voleremo altrove
l'altrove di cui chiedevi
informazioni
e faremo altro cioè nulla
se non amarci
in un attimo senza bisogno
di specifiche e codici.
Ho trascorso una vita
ad aspettare l'altro
nell'illusione che qualche refolo
di vento portasse i miei fogli
davanti ai tuoi occhi.