StregaBugiarda

Più si apprezza la vita e più si restituisce

22 ago 2017

Il coraggio della libertà

L' anno si sta spegnendo lentamente, vedo la cera disciolta del moccolo ancora acceso.
Vad o indietro a un caldo febbraio, un desco sul mare e gli occhi alla bianca neve.
La ventosa Tindari, le pietre barocche e un luogo in cui senti le presenze di Plinio, Adriano. e affacciata alla rotonda a mare è come fare un aerosol, un bene al corpo e allo spirito
Rivedo i binari dei tanti tragitti ... fra due città pietrose e fredde, i compagni di viaggio, scoperti forse troppo tardi, ma che lasciano un profumo di nuovo e sconosciuto, di realtà che ho avuto sempre sotto gli occhi e mai viste.
E' stato un anno in cui credo di aver allontanato la maggior parte dei condizionamenti, ho frequentato pochissime persone, ho fatto solo e sempre cosa sentivo di fare, mangiando e dormendo quando avevo voglia di farlo. Ho avuto la fortuna, nei momenti in cui ho condiviso compagnia ed ospitalità di trovarmi fra persone che hanno la civiltà del vivere rispettando la libertà.
Sono nel luogo che questa sera sarà il fulcro dei festeggiamenti di fine ed inizio, chiuderò persiane e scuri, con la speranza che rumori, musica e frastuoni non mi raggiungano, sono avanti con gli anni, ed è la prima volta che il nuovo anno mi vedrà sola e senza una coppa di champagne.
Dal mio stato d'animo di adesso credo che sarà il principio d'anno più libero e sereno della mia vita, e la notte di San Silvestro avrà luci tutte mie.
Mi sono disintossicata dal web, ed sono diventata dipendente della lettura, non che non lo fossi prima, ma certo non in maniera bulimica, sono ritornata ai tempi in cui appoggiavo il libro al chiarore dell'alba.
I titoli sono tanti ed ho avuto la fortuna di godere di pubblicazioni introvabili, e di altri che mi sono stati di grande aiuto nell'avvicinarmi al coraggio della libertà ed alla consapevolezza di sottrarsi al pensiero dominante. E che si è liberi nella solitudine.
Sono soddisfatta nel constatare che il libro ha retto con resilienza agli urti della modernità, meglio di qualsiasi altro prodotto di cultura.
 Lo aveva detto in verità già Umberto Eco che  non ci saremmo mai liberati dei libri.
I libri sono silenzio
sono mille vite alternative
sono umanità e legame con gli altri
sono sconnessione dalle futilità del mondo
per connettersi con se stessi
 e con 5000 anni di umanità.
Ho rivisto la mia vita come pagine di un libro sfogliate dal vento.
Che sia una allucinazione o un contatto trascendente
è un esempio di come il libro sia legato alla nostra esperienza.
alla nostra mente, 
al nostro più intimo bisogno di senso.
Dentro i libri antichi e le novità
passa la modernità come passa attraverso le nostre vite.
Vi auguro, così come lo auguro a me stessa, non un anno migliore di questo che si spegne ma con tutto il cuore un 2017 fatto di cose normali, di tranquillità di vita, fatto di affetti semplici, e di un modesto ed umile sentire. Vi auguro di desiderare solo quello che potete avere, e tanto tanto amore che porti vita e pace. 
Ho saltato un lungo periodo, ma oggi mi piaceva pubblicare questi pensieri su libri e silenzio.



21 ago 2017

Rara sera della Luna Blu

E' nata fra l'antica Aluntium e il pizzo dalla forma di un vecchio cappello da prete "u pizzu i scurzu", adesso lentamente si avvia verso la rocca di S.Fratello, per poi tramontare quasi nel mare. Luna blu, nell’ultima notte di agosto ècosì che si chiama il secondo plenilunio  in un mese. Il nome “blue moon”, “luna blu”, non per il suo colore ma per la sua rarità. Lo stesso fenomeno si ripeterà solo  a luglio 2015.
Mentre la ammiro e subisco la sua malinconica e dolce influenza non penso alla dislessia fra le fasi lunari e l'antico errore del nostro calendario... (dovrebbe essere calibrato per un solo plenilunio al mese) ma penso a Richard Rodgers e alla sua "blue moon" cantata da tutti i grandi, e suonata anche da Glenn  Miller

Cosa resta delle Idi

Nella lettura ho viaggiato, non solo fino ad altri mondi ma anche nella mia stessa anima.
Alle idi di marzo, così come Cesare si avviò consapevole del pericolo, incredulo ma fiero in cerca della sua personale verifica, anch'io ho ricevuto sillabe la cui lettura, come lama, penetra l'animo per morirci dentro.Si, alle idi di Marzo 2015.
Sono sillabe delicate che ricordano quel libro, quello che insegna a leggere, e, conoscerne le lettere non vuol dire capire, come conoscere le note di un pentagramma non vuol dire saper leggere la musica.
"Dovrei tenere per me la vita mia
che ho posato 
chiusa nel segreto dei miei ricordi, non condivisa con nessuno.
Solo per me o per un altro da me.
Sinceramente?
Non so che fare, che io pur desiderando in modo spasmodico la condivisione con te riesca solo a farti male e allontanarti mi uccide.
Vorrei lasciare un segno, qualcosa che mi ricordi in modo pulito solo questo;
ho tante cose dentro, tante immagini, tanti sogni...pensavo che giocarci, colorarli,vestirli in modo diverso non mi avrebbe alienato la tua stima , al massimo mi avrebbe regalato una sublime indifferenza."

Alle idi di Marzo, una coincidenza? sono pervenute queste parole, e ho capito da quel giorno il vero significato di "aggrappato al cielo", parole semplici accompagnavano il file e si chiudeva con "solo a te posso inviarlo".

Una stanza segreta, vi si passa davanti guardando sempre altrove:
è una storia iniziata molto tempo prima, "prima di tutto".
Dentro c'è il simulacro dell’illusione
di poter condividere
ma anche la definitiva sconfitta
di un sogno leggero e invidiabile.
Così scrivere, lasciare segni sul vuoto o illudersi di farlo diventa un legame profondo,
irrinunciabile, uno scrivere e pensare da lontano con una vicinanza intellettuale rara. Di me è rimasta soltanto
una sospensione che pare senza fine.
Il desiderio di postare queste parole arriva improvviso, perchè se ne sente il bisogno? 
Qui a notte fonda, dopo un susseguirsi di giorni pieni e felici, sono tornata ai tempi della sindrome geografica, adesso ho di nuovo due case, e sto lavorando per il terzo sogno... esso è arduo, era nel cassetto da quando ragazza è stato abbandonato ad un bivio.
Le idi di marzo sono passate e le prossime mi vedranno in pieno boho stil con il mio cuore di ragazza fra i marciapiedi della vie en rose.
A te mia casa virtuale ogni confidenza ed ogni augurio.
Aggrapparsi al cielo, non è come attaccarsi al sogno.

Dedicata ad Enzo, quella Catania....

Cartolina Collezione Strega Via Etnea, a sinistra Il palazzo Del Comune
a destra il palazzo dove abitavo.
Erano gli anni '80, allora vivevo con i miei amori e nei miei amori. Si doveva per una buona economia del lavoro, lasciare il paesello e decidere di trasferire abitazione e showroom  vicino ad un aeroporto, Palermo era amata ed in essa vivevano e vivono alcuni parenti e molti amici, in tutta la zona operavano ottimi clienti, nel suo complesso la città era bellissima, aperta alla presenza di un mare prepotente, ma le meraviglie erano decadute e allora con timidi restauri si tentava e si cominciava a salvare un centro storico svilito, che dava degli antichi splendori solo una visione offuscata ed a conti fatti l'aeroporto non era attaccato alla città come a Catania
Le nuove case, fatte dove regnava il liberty, le scatolette di Villa Sperlinga che offendevano ed offendono la memoria di chi lì viveva, ( e mi scuso con chi forse mi fraintende, ma contrariamente a quello che si possa pensare, non si tratta di La Volpe e l'uva, anche perché lì vi abitava mio fratello) l'abbattimento dell'ultima villa Liberty in via Notarbartolo, alla morte di Elio, in quell'incrocio con Via Sciuti,  hanno fatto si che scegliessi Catania. 
La rabbia di allora è ancora viva e anche questa picconata a Palermo ci ha fatto rimpiangere a noi parenti la ricerca spasmodica di un figlio che non portava neanche il suo nome,  ma allora pensammo che era giusto e corretto consegnare l'enorme patrimonio di quel meraviglioso uomo. (padre a cui voleri di famiglia avevano negato il matrimonio e il riconoscimento del frutto del suo grande amore) a quello sconosciuto, del quale una in famiglia si ricordava appena il cognome della madre.
Elio viveva fra tesori spaventato da chi poteva derubarlo ed io presa dal lavoro non riuscivo mai ad andare a trovarlo, nonostante le sue mille telefonate, e il raccomandarsi con chi vedevo spesso, affinchè gli facessi visita, in ricordo di quando bimba che lui aveva in simpatia e alla quale dava "trattegnu", ma di ciò io non avevo memoria.
Nel mettere una guardia giurata, portammo nella casa che ho abitato fino a 2 anni fa, solo la posateria e i gioielli della madre, e questo figlio, nordico e rozzo, venne a ritirare il tutto senza neanche ringraziare, sospendendo il servizio di custodia che per ben 2 anni, (tanto ci è voluto per rintracciarlo cosa avvenuta solo per una coincidenza) aveva vigilato sui suoi averi. Dopo una settimana, la villa fu svuotata e dopo pochi mesi leggemmo della sospensione dei lavori di demolizione di una villa liberty  ad angolo fra via Notarbartolo e via Sciuti, ma il danno oramai era fatto ed il costruttore la ebbe vinta.
Era mia intenzione parlare di Catania, ma l'introduzione che doveva essere breve, spiegare i fatti che portarono alla scelta per questa ultima città, mi ha preso la mano, è diventata un post e riprenderò domani sera a parlare di quella Catania, nascosta, barocca, viva e bellissima  come una madonna nera.

Post dedicato ad Enzo che nonostante la bufala presa,e l'aver prestato il fianco ad un anonimo, stimo molto, e che rende questo post interessante per il commento a suo tempo inserito.

20 ago 2017

Paolo Caiazzo in 'La vera storia (o quasi) del Risorgimento' La7.

STREGATI dall'ITALIA

Foto Strega il roseto di Venaria Reale
Oggi avevo programmato di scrivere Bella Italia 3, ma  prima di raccontare ciò che provocò una mia diversa visione della nostra Patria, con la leggerezza che cerco, mi allontano da tutto e mi immergo in ciò che mi fa star bene.
Questo perché avvilita per quello che ascolto vedo e leggo, per il livore e la guerra che è dentro molti cuori, basita per l'ipocrisia tangibile nella società reale e nel web, dispiaciuta per la perdita di valori, per la maleducazione dichiarata e portata come bandiera e merito, e per il comportamento di italiani che consentono ad altre nazioni giudizi, provocazioni, e che coltivano quella sudditanza che mi infastidiste più della stupidità, che con l'avanzare degli anni riesco a giustificare. 
A volte noi italiani dovremmo porci una domanda "Come possiamo atteggiarci a eterni insoddisfatti, avere tanta sudditanza, quando il resto del mondo, per meglio dire della gente del mondo, ci ammira, ci prende a modello di stile, buon gusto e saper vivere?"
Questa Italia che noi vediamo rozza ed involgarita, ci è invidiata, sognata, copiata.
Ed ancora di più mi sorprende che le nostre debolezze, i nostri palesi difetti si trasformino in forza e virtù: un elegante paradosso con cui tutti noi in fondo conviviamo.
Possiamo maledire la burocrazia, i politici da operetta, gli affari sporchi, il fare caciarone di molti connazionali, ma all'estero ci amano. Specifico, amano ma non gli  italiani.
Amano tutto quello che l'Italia rappresenta prima ancora di quello che può rivelarsi.
Da Seattle ad Hong Kong, da Stoccolma a Sidney ma anche da New York a Parigi la Stella Italia non ha mai smesso di brillare.
E quel Gran Tour che un tempo era momento privilegiato di formazione per giovani aristocratici e viaggiatori sentimentali, oggi continua a riproporsi nell'immaginario internazionale come elemento irrinunciabile del proprio arricchimento fisico e spirituale.
Per gli stranieri, e sopratutto per gli anglosassoni, la terra italiana è approdo mistico, simbolico: dai languori decadenti di Venezia alla disinibita vitalità napoletana, dagli splendori artistici di Firenze alla classica solarità di Taormina.
Ritratta fra gli scogli e gli zampilli di Fontana di Trevi la prosperosa Anita di felliniana memoria può assurgere all'emblema dell'edonismo straniero ma di "marca italiana" ed il suo accompagnatore Marcello Mastroianni è simbolo di galanteria e velata sensualità,
A pensarci bene ancora oggi non vi è straniero che non intraprenda un moderno, eppur classicissimo Gran Tour italiano senza la segreta speranza di restare vittima della "malattia del bello" O forse sarebbe meglio dire del piacere?

La sindrome di Stendhal non è una invenzione freudiana è uno stordimento dei sensi che realmente accade. 
L'ho provata, ed ancora la ricordo con turbamento;  dopo una riunione a Matelica, per rientrare a Roma, decisi passando da Fabriano di attraversare l'appennino per le belle strade fra boschi, castelli e torri di avvistamento, e passare dalle fonti del Clitunno in omaggio al Carducci.
Collezione cartoline Strega
Ebbene la mia adrenalina è stata superattiva per tutto il lungo viaggio, e sono arrivata a Roma in estasi e spossata.

E questo capita non soltanto a chi non ha bellezze a casa sua, anzi sono proprio gli stranieri che  continuano a ripeterci quanto sia insensato "non renderci conto della bellezza della forza, del valore...." E noi al massimo, possiamo minimizzare forti della nostra radicata esterofilia compagna della sudditanza. 
Non è a caso che le atmosfere mediterranee, calde solari, magicamente creative della nostra terra abbiano sempre attratto in primis esponenti di un nord puritano , inospitale, irrigidito in un glaciale perbenismo. Basta però che qualcuno di questi, valichi le Alpi,  perché automaticamente si sciolga in quella  ospitalità che mescola arte, solarità amore del bello, buona tavola e fantasia. E qui mi piace ricordare una fantastica scritta vista da ragazza in svizzera. Quella mattina uscivamo da un albergo con vista lago, la notte dalla finestra della stanza avevo gustato un panorama fatto di luci riflesse nelle acque del lago che rifrangevano magicamente le cime innevate, mia madre mi invitava a mettermi a letto e dormire. Appena svegli con il desiderio da parte di mio fratello di farci pranzare alla Maison de Philippe a Chamonix avremmo lasciato il luogo e valicare le Alpi. Prima di entrare in una galleria che ci avrebbe riportato in Italia un imbrattatore sicuramente artista nell'animo aveva scritto "Abbattete le Alpi, voglio guardare il mare"
Permettendomi una parallelismo  o meglio parafrasando quanto scrisse Connolly "imprigionato in ogni uomo grasso c'è un uomo magro che cerca disperatamente di uscire" alcuni suoi connazionali oggi felicemente residenti sulle colline Toscane
Foto Strega Castellina in Chianti 2004 

e alcuni da me personalmente conosciuti sostengono che "in ogni nordico c'è un italiano che cerca disperatamente di uscire"

Che sia vero?
Esistono ancora gli Italiani che hanno creato questo immaginario?

Dimanche

  • Foto strega agosto 2013
    Chez nous il fait tellement chaud, que l'on s'en protège ! ! !
    Fin octobre .... ???
    Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
    Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
    Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
    Beau dimanche
    Foto Strega 27.Ottobre 2013
    I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie

19 ago 2017

Libertà dal conosciuto

Urgente bisogno di andare, ma altrettanto impellente desiderio di rientrare.
Pensare a luoghi nel ricordo di un tempo diverso li rende leggeri, ovattati e senza ombre, rivederli con animo ricolmo di esperienze è come assistere ad un già visto, ma con altri occhi.
Il tempo è medicina ma anche energia con l'aggiunta della sua forza, senti l'anima delle cose mutata così come lo siamo noi.
Giorni sereni e corrosi dal troppo fare e riguardi indietro, ai tuoi grandi progetti, a quell'imbarcarsi in un mare che non faceva paura, dando l'abbrivo con intraprendenza, allegria e sicurezza, ed è di nuovo così.
Allora chi mi amava ed aveva il mio stesso sangue mi abbracciò e disse : "Hai fatto una cosa meravigliosa, ce la farai? sono preoccupato poiché non ti accorgi di essere sola".
Anche oggi guardo con orgoglio chi intraprende, e rinnova gli entusiasmi, anche i miei, e cresce la vanità di aver trasmesso le passioni che hanno fatto della mia vita una vita speciale.
Sorrido e vedo lui ragazzo, mentre la musica mi accompagnava, disse  "Ascolti la mia canzone ? Vorrei avere la tua sicurezza"..
Ancora oggi si nasconde dietro un sorriso ma inizierà il nuovo anno da gigante.

18 ago 2017

Bella Italia 2


Foto Strega Maggio 2011

Nel 2011, sembra tanto tempo fa, vi erano ancora i treni a lunga percorrenza. Immersa in pagine di conquista e racconti che affascinano per la pluralità dei punti di vista, cullata dall'andar su binari, mi piaceva il lungo viaggio.
Ho guardato all'imbrunire il nostro sud ed al risveglio goduto di bellezze mozzafiato, monti, e verdi colline e la mano dell'uomo in riviera a sovrastare il mare con armonia.
Non sapevo ancora di aver intrapreso un itinerario fisico, spirituale, letterario e politico, ricambiavo la visita di un amico pellegrino di cui avevo scritto poco tempo fa, post sparito insieme ad altri.
Ma andiamo avanti...
Arrivare a Porta Nuova a Torino è stato un regalo.
Avevo in animo l'entusiasmo del bimbo di fronte alle novità ma non mi aspettavo l'euforia e l'atmosfera che vi era in stazione, fra bandiere, cori e comitive di alpini, mi sono ritrovata alla vigilia del raduno.
Nell'attesa della coincidenza per Cuneo, ho provato l'emozione di un sentimento di amor patrio, di unione, ed ho avuto la conferma di valori eterni da un elegantissimo signore con cappello alpino a cui mi rivolsi per complimentarmi dell'atmosfera pensando fosse del nordest " No sono campano, sono un alpino di Napoli, ma noi alpini non siamo campani o trentini, siamo Italiani";

"non conosce il Piemonte? vedrà che regione stupenda, qui si accorgerà quanta Italia vi è, da noi, al sud, la stiamo perdendo".
Ho proseguito il viaggio con una sensazione di buono e bello, mi ha accolto il mio amico e la moglie che non conoscevo, ed abbiamo proseguito fin qui 

Insieme a Gianfranco avevamo in progetto di andare a Venaria Reale per la mostra Bella Italia, in occasione dei festeggiamenti del 150°, visitare il Salone del Libro di Torino, girar per Langhe e Castelli, visitare Santo Stefano Balbo luogo di Cesare Pavese, la cui frase Un paese vuol dire non
essere soli
sapere che nella gente
nelle piante nella terra
c'è qualcosa di tuo
che anche quando non ci sei
resta ad aspettarti.

mi ritorna in mente da quando decisi di ritornare alle radici,  avevo scritto qui  e adesso proseguo e guardo l'Italia dal nord.
Anni fa avevo deciso di non avere più obbiettività nelle conversazioni con amici del "nord", trovavo che il riconoscere carenze, diversità, mancanza di informazione, portava spesso ad un discorso se non sciovinistico certamente campanilistico, e mi offendevano profondamente giudizi e pregiudizi di chi non conosceva, e non era mai nemmeno venuto al sud. 
Oggi che un certo tipo di degrado, perdita di valori, ignoranza sta livellando tutto lo stivale, mi riesce facile ritornare a quella obbiettività e generosità propria della nostra indole meridionale e Sicula in particolare.
L'Italia del terzo millennio è come se venisse fuori da un lungo sonno in cui i difetti hanno steso a terra le virtù.
Il conto è pesante perché vi è meno consapevolezza delle nostre perdite in tutti i campi cosa che mette a repentaglio la coesione e la qualità della cittadinanza e non si intravedono gradini di una pur piccola ascesa.
Insomma io che guardo arroccata e distante mi rendo conto che l'Italia è un paese di cattivo umore. 
L'involgarimento del discorso pubblico è oramai uscito fuori dagli argini, il crescere della maleducazione nasconde una sottile e subdola forma di violenza, tutto vero, maledettamente vero ma i motivi di fiducia ci sono e non sono pochi, sono in noi,in quello che abbiamo costruito, in quello che possediamo.
Mettendo da parte tutte le negatività dovute a politica, amministrazioni, a responsabilità comuni ed accuse di colpe verso gli altri, forse è venuto il momento di descrivere meglio i caratteri positivi di una italianità che all'estero gode di grande successo ed ammirazione, poiché gli italiani piacciono, l'Italia stato no.
Nonostante tutto siamo l'ottava potenza, i secondi in Europa come manifattura ed agricoltura, ma tutto viene vissuto come in una costante perdita di uno status storico, come se chi ci doveva far crescere in unione ci avesse per sempre diseredati.
L'elenco delle nostre capacità, fantasie, mestieri, tradizioni e bellezze, naturali o create dall'uomo, è impossibile stilarlo, sarebbe più lungo del percorso fatto del Palermo-Torino. 
Siamo un paese che ha mille difetti, ma non l'arroganza imperialistica di molti nostri partner, e dobbiamo difendere con la nostra natura che noi stiamo offendendo e non possiamo pretendere che altri debbano scegliere e rispettare quello che noi stessi stiamo perdendo il Rispetto.
Ci imitano tutto, anche i marchi della nostra lingua.La vita all'italiana piace, lo stile italiano fa impazzire, gli Italiani hanno ovunque successo ma l'Italia no.
Ed intanto insoddisfatti ci misuriamo in uno sport che non ha antagonisti al mondo: "l'antitalianità".
Bisogna ricostruire l'Italia e le macerie non sono solo materiali ma sono macerie morali.
Il mondo di domani, la grande globalità, al solo sentire in paesi lontani, "sono Italiana"  sorride, si complimenta.
Il globo è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, bere i nostri vini, mangiare i nostri cibi, comprare i nostri prodotti, adottare il nostro stile di vita, e magari venire in italia per studiare, lavorare, viaggiare.
Tutti i paesi emergenti guardano all'Italia come la Patria della cultura, dell'arte di vivere, del design, del buon gusto, della fantasia, della creatività.
Ne sono convinta, perché nel mondo globale, sempre più uguale a se stesso, ovunque gli stessi marchi, gli stessi loghi, le stesse parole, un paese come il nostro, che cambia di continuo, che ad ogni crinale di collina muta paesaggio, accenti, prodotti, che in ogni luogo ha una Capitale, è il paese più prezioso, ammirato, invidiato e siamo noi i primi a dovercene ricordare, e a riacquistare quell'amore senza il quale non si va da nessuna parte.
Mi sono dilungata, alla prossima Bella Italia tre, con Venaria Reale e la mostra in occasione del 150°.

"Bella Italia" n.1

Foto Strega Venaria Reale 2011
Da tempo era mia intenzione scrivere un post "Bella Italia", sull'orgoglio di essere italiani e su quell'Unità giovane e incompresa della nostra nazione.
Il periodo trascorso in Piemonte nel tempo dei festeggiamenti iniziati il 17 marzo 2011, è servito a "deformare" molte delle mie visioni storiche e tramutare certezze in dubbi.
Ci credereste? stamani apro il pc con l'intenzione di mettere mano a questi concetti contrastanti, sentiti e percepiti fra "italianità"  e "sicilianità" e mi imbatto in un post che cita Santo Piazzese, letto nell'ottobre del 2010, le cui visioni od analisi dovevano essere il punto di partenza di questo post.
La mia vita è cadenzata da coincidenze di radio libere che forse appartengono ad un medesimo tempo, e da giorni , sarà la serenità e l'assenza di pensieri, mi succede troppe volte di pensare a qualcosa ed averne immediato riscontro anche con persone che non vedo o sento da anni, ma anche con chi non c'è più da tempo.
Comunque stamani mi interrogavo sul comodo alibi morale di questo mio prendere distanza dalla cosa pubblica. 
Piazzese dice che Sciascia, con le esperienze del decennio successivo alla sua  morte, avrebbe parlato di "Italia Irredimibile"e rivolto alla sua Palermo, ma sopratutto a tutta la Sicilia, corregge il tiro e dice che la peculiarità dei nostri posti non è la irredimibilità ma la "elusività". 
Sono passati secoli da quando Goethe  scriveva "Senza la Sicilia, questo paese indicibilmente bello, non lascia nessuna immagine all'anima. E' in essa la chiave della storia Italiana". e ciò circa cento anni prima dell'impresa dei Mille e del "conquistatore" Garibaldi. 
Le illusioni che noi siciliani coltiviamo sul nostro star sospesi fra l'agonia e l'eccesso di vitalità, sul furore e l'indolenza, sul mosaico che siamo, sono dovute al fatto che possiamo raccontarci solo a frammenti, e  diverse angolature sono da guardare con l'obbiettività di chi deve prendere atto di una realtà che nulla ha a che vedere con i passati, intesi come verbi, sia prossimi che remoti. 
Ho sempre pensato che di comune accordo e per unità si sono traslati soldi, braccia, cervelli, e nel 2011 mi sono resa conto che non avevo mai guardato l'Italia dal nord. 
Eludere la realtà e sbracciarsi lontano da qui? non essere scomodi e lasciare che altri sottraggano?.
Allora durante i festeggiamenti pensai a Gentile, nel suo "Tramonto della cultura siciliana" a quell'isola che "stette a se, con le sue tradizioni e preclusioni", le sue rivalità e beghe municipali. Quell'Italia che unita non fu mai.
Parlo della mia terra in maniera veloce e superficiale prima di parlare della splendida Italia, di quel sentimento di appartenenza e di orgoglio che tutti gli Italiani dovrebbero avere e se manca ed esistono campanilismi o prese di partito è dovuto al fatto che non vi è conoscenza, cultura di una visione diversa da noi, non vi è accettazione del diverso, e noi fra i tanti difetti del non fare abbiamo anche il pregio del donare, vedi l'immensa civiltà di tutti gli isolani nell'accoglienza di questi giorni. 
La Sicilia ha dato scrittori di grande splendore Verga Capuana, De Roberto, Pirandello, Borgese, San Secondo, Quasimodo, Vittorini, Brancati, e su di essa passano come inavvertiti i secoli e il suo spirito e come disse un  grande austriaco, nome che non so scrivere e pronunciare (forse Hofmanstal ), "che coglie quanto di regolare ed eterno vi era in ogni cosa", e ve ne è traccia anche sui profili del paesaggio.
Non condivido e non trovo "levatura" siciliana in chi si è appropriato di grandezza non con la forza delle idee,  non con una sicilianità di pensiero, non con l'internazionalità dello scrittore, ma solo con immagini di struggente bellezza che i luoghi della Sicilia e le sue opere umane regalano.
Non confondiamo un Tomasi, un Consolo, un Camilleri la cui grandezza letteraria non spetta a me analizzare, con popolarità e visibilità  dovuta più ad immagini in movimento, a macchiette "teatrali", ad una lingua siciliana poco conosciuta.
Fine prima parte...