StregaBugiarda

Più si apprezza la vita e più si restituisce

24 giu 2017

Il gioco del Passatempo

 Poco fa passando dal corridoio verso il pranzo, ho pensato al post scritto sul quadro che ho guardato. e anche la piccola bacheca dove ho ancora dei mini tarocchi... e allora subito qui a cercare....

 Erano anni lontani, ma che sono il bagaglio di adesso; a Milano, dove andavo spesso e anche per lunghi periodi, scendevo in un albergo da dove il taxi per portarmi in ogni direzione doveva percorrere via G. Fara.
Per diverse stagioni, anzi per anni, passavo velocemente, davanti ad una piccola vetrina, mi attirava poiché non riuscivo a capire che genere di negozio fosse, si intravedevano degli oggetti strani, delle palle di cristallo, scatoline, tutto velato dal tempo...  e sempre in fretta, .. io, che ho fatto la buyer di me stessa per trent'anni, non riuscivo mai a fermarmi e curiosare.
Un giorno di proposito mi incamminai a piedi entrai in un piccolo mondo magico dove un signore, uscito da un acquerello d'antan, con camicia scura e foulard, capelli bianchi raccolti a coda, mi venne incontro disponibile ad ogni mia curiosità
Seppi poi, che si trattava di

 Il Maestro Osvaldo Menegazzi è uno tra i più grandi illustratori al mondo di carte dei Tarocchi. Tra coloro che hanno contribuito al rinnovamento dell’antica iconografia, con giochi fantastici, curiosi e magici, Menegazzi è certamente una figura di spicco, pittore, editore e collezionista che dal 1975 ha ripreso la tradizione delle carte e dei tarocchi con entusiasmo e originalità. Sono numerosi mazzi di carte e di tarocchi che il Maestro Menegazzi ha concepito e realizzato in edizioni limitate e numerate (alcuni da anni esauriti, altri difficilmente reperibili) di cui molti hanno già lasciato il segno nella storia. Menegazzi continua a ideare e creare le sue Opere nella Bottega d’Arte e Magia “il Meneghello”, storico e rinomato spazio meta di collezionisti e amanti del genere provenienti da tutto il mondo, a Milano
Mi disse che era un pittore che aveva la passione per le carte da gioco,  le carte antiche e che quel negozio era nato per collezionarle  doveva essere un "antiquariato di tarocchi"... ma si rese conto che il fatto possedere qualche vecchio mazzo era una fortuna che difficilmente poteva ripetersi, infatti  disse "tutti buttano i mazzi vecchi, e, se li conservano, sono inutilizzabili e incompleti".
Così aveva deciso di mettere su una casa editrice in cui, in copie limitate e numerate,  avrebbe  riprodotto questi capolavori. 
Non so quanto tempo ho trascorso con lui,  ancora non sapevo chi fosse, mi aprì un mondo sconosciuto, il mistero dei tarocchi e degli arcani, i tarocchi del Mantegna, quelli dei Medici... 
Gli confesai che mi sentivo profondamente ignorante, che non avrei comprato nulla... volevo prima conoscere e sapere e poi scegliere consapevolmente ... 
Uscii dal negozio, con una nuova passione con tanta curiosità e con un foglio in cui questo "mago maestro" aveva appuntato una sfilza di titoli da acquistare, dandomi un futuro appuntamento con data "quando si sente pronta"!!
Mi fiondai in Via Verdi, traversa di Piazza della Scala, luogo in cui vi è una storica libreria d'arte, (c'è ancora? Milano è così cambiata!) e con meraviglia del signore che era solito mettere da parte pubblicazioni di moda, tessuti, disegni e arti manuali, comprai libri su incisioni, architettura dell'inganno (trompe d'oeil ), pubblicazioni su tarocchi... e altro... tanto altro.
Cominciai a curiosare e feci anche un altro danno,  pur essendo una abbonata e compratrice di FMR, non avevo prestato attenzione all'opera I tarocchi di Italo Calvino, libro esaurito che riuscii ad avere da un bibliofilo di Torino ( tramite amici di Parma, vicini a Ricci) per una cifra allora spudorata, (commento dell'anima nera che mi avrebbe dovuto accompagnare nel cammino della vita , "non era meglio spenderli come caparra per un mini appartamento?" risposta della strega "il mini appartamento non lo porto con me, forse il pensiero e l'anima si!! Chissà?).
Così dopo pochi mesi tornai dal maestro, comprai tanti "oggetti del desiderio" che, nonostante abbia perso tutto, e molti ne ho regalati e venduti, alcuni fanno ancora bella mostra in libreria ....invece del Gioco del passatempo del Mitelli, fantastico illustratore bolognese del '600, non ho più le carte ma un grande quadro, fatto da uno dei poster acquistati.
Tutto questo, ab originis, è venuto fuori da un commento di una blogger, su Bologna, e per un blogger che pensa non ci siano streghe "oneste", non  giudico, ma prendo atto che crede nell'esistenza delle streghe! °-_-*
La mia vipassana per adesso la faccio in spiaggia sdraiata al sole e i miei pensieri per questi imput sono volati a Bologna e al gioco del Passatempo.
Il Mitelli, figlio d'arte, il padre era affrescatore di fama, disegnò le carte del gioco, intorno al 1650, ( non posso essere precisa, lontana da casa mi mancano gli attrezzi della memoria) , le sue incisioni ironiche e fantasiose, precorrono di secoli i moderni vignettisti, ma oltre al gioco, scoprii, che lungo tutti i portici, e dentro ai tanti portoni chiusi Bologna ha anche il primato dei trompe d'oeil in Italia, e forse in Europa.
Ogni portone porta in grandi androni, chiusi o aperti con scale esterne e non, ma tutti proprio tutti sono affrescati, molti sono visibili in parte, altri ben mantenuti, altri restaurati con rispetto del tempo.
Dopo quella conoscenza, passeggiare a Bologna sotto i portici, mi ha regalato nuove emozioni, guardavo dentro i portoni aperti e scoprivo paesaggi rinascimentali, finte scale con donzelle guardanti verso la strada, magnifici, prigioni che sorreggevano pergolati...
Bologna la dotta, nota per i suoi portici, e a me  per le serate trascorse nel palazzo dei Notai, per la mansarda in  Strada Maggiore, che amici mi davano in uso nei periodi di riunioni per lavoro, per eleganza delle signore, per il centro storico di impianto medievale fra i più grandi d'Europa, per la bella fioraia che tutte le sere in abito in costume e con il suo cestino ricreava l'atmosfera dei fine teatro e fine cena dei secoli scorsi... è ancora nel sogno di un mio ritorno, per quell'architettura dell'inganno, così come si chiamava allora,  che desidererei continuare a scoprire.
E, ieri, mentre il mio pensiero mi curava, ricordavo il dialogo con il maestro, che spiegandomi gli arcani maggiori del gioco bolognese del Mitelli, mi disse quelli positivi erano contrassegnati da una stellina, i negativi da un pallino nero.
Io, ingenua ed inesperiente, non mi spiegavo come la fortuna avesse il pallino nero, e Mitelli la raffigurasse come negativa, allora quell'artista, geniale e semplice mi disse con un bonario sorriso di meraviglia:" La fortuna non bacia mai il gentiluomo, la fortuna è negativa perchè si accompagna spesso alla spregiudicatezza, alla scorrettezza, all'inganno, e nulla ha a che vedere con l'onestà di un gentiluomo".
Qui una parte di un antico foglio del gioco, con alcuni arcani.
e sempre qui tanti bei pensieri e ricordi, che appartengono al miracolo del mio durare che auguro a tutti pieno di "memoria". 
Ps. consiglierei di aggiungere a quei blog che dopo la loro lettura ci trasmettono rabbia politica e sociale, sono pieni di frustrazioni per infanzie non felici, pieni di livori misti ad invidiae e tanto altro inutile da dire, di aggiungere un pallino nero, non per non visitarli più, poichè si è istruiti nella misura in cui si è curiosi, ma per ricordare di non farsi coinvolgere e turbare.
Mentre metterei una stellina  * a tutti quei blog che ci fanno star bene, con la loro bellezza di parole ed immagini, che, lasciano un sapore di cose naturale e semplici... come il buon odore del pane appena sfornato.


BAGDAD CAFE - I'm Calling You

 impossibile andare al mare, il sabato e la domenica grazie a Montalbano, oramai sia d'estate che d'inverno è meglio chiudersi in casa.
E allora rivedo vecchi film pervasi di magia

Tutti gli accessori in malva...



Nell'uscire l'infermiere mi chiese cosa volessi portare con me,  risposi, "prendete uno o due libri dal mio comodino e le chiavi di casa".
Di entrambi avevo cominciato la lettura, e mentre uno mi riportava a ricordi di infanzia, a periodi in cui si apriva la casa in campagna o al mare,  con i preparativi e l'organizzazione che precedevano di settimane il nostro andare, l'altro, mi aveva incuriosito per delle frasi riportate da una blogger che leggo volentieri.
Uno,  aveva risvegliato profumi di vecchie ricette, e tempi felici, spensierati, di giochi fra fratelli e cugini, epoche in cui noi bimbi venivamo viziati ma sapevamo che vi erano regole alle quali non si doveva o poteva trasgredire.  Libro in cui ho ritrovato anche molte ricette della mia nonna ragusana.
Nel secondo libro il titolo faceva intravedere una libertà interiore che prescinde dall'eremitaggio, e nel post della blogger avevo commentato lungamente.
Questo secondo libro è "Un eremo non è un guscio di lumaca", di Adriana Zarri, e debbo dire che la bravura della mia amica blogger, e l'amore che ha per gli animali e la natura  mi hanno portato a leggerlo.
Poi i casi della vita, mi sono sentita con un amico che chiedeva della mia salute, e il parlargli di questa strana autrice, che invita a leggere in silenzio, (come se si potesse fare altrimenti), che in eremitaggio teneva rubriche su giornali e riviste, che pubblicava libri, ed usava le sue case, per congressi e convegni...e dibattiti politici che si allontana per parecchi giorni lasciando il suo amato gatto, affidando la sua sopravvivenza alla provvidenza, ha portato ad una immediata risposta, "Ah si , la conoscevo bene, sono andato spesso a trovarla quando stava ad Ivrea, (lui è laureato in teologia) è una teologa del dissenzo, ma non è una eremita, è una solitaria, che si interessa di politica. Leggi invece qualcosa di Ricci, se ti interessa l'argomento, anche lui è un teologo del dissenso, che non crea regole sue a convenienza, ma trasgredisce e analizza quelle esistenti spiegandone la ragione" .
Quindi insieme ad un centrino ricamato a punto intaglio,  lasciato da mia sorella i due libri... ho fatto un po di danno comperando questi tessuti francesi in puro lino, che andranno a completare, presine, grembiuli e strofinacci per la cucina della mia cara piccola, ed è tempo di fare anche un grembiulino per la piccolissima..nel caso volesse aiutare la sua mamma!

Vivere fra le mie cose

Ho fatto i conti, da settembre del 2010 ad oggi, sono stata a casa saltuariamente per cinque mesi.
Adesso basta, voglio stare con me, con le mie cose.
Rientrata a pochi giorni dalla Pasqua ho dovuto barcamenarmi, cercando scuse per quanti non si persuadono del perchè desideri stare da sola.
Non è facile spiegare che tutti siamo soli, nel nostro sentire, Le nostre emozioni i desideri appartengono al proprio background, unico, che ha formato grandi pieghe e piaghe,  ed ha eroso col tempo la nostra corteccia, modellando forme diverse, così come il vento modella nubi e macigni regalando oniriche visioni.
La compagnia è cosa diversa, e di essa ne abbiamo tutti, tanta e troppa.
La solitudine e il silenzio sono la mia medicina, una supposta di energia naturale di cui ho bisogno sempre più spesso, insieme alla pillola del bello, che, più inutile è, più  appare bello, stanca di scambiarlo con l'utilità.
Solitudine e silenzio evitano lo stordimento, aiutano a ritrovare se stessi.
Il mio silenzio è un silenzio musicale e fin dall'alba è la chill-out di Vargo, Andrew Berstein, Nova Nova, Full Flava e tanti altri a fare da sottofondo al mio vivere con lentezza.
Dovevo urgentemente riprovare l'eros del polveroso odore di carta e cuoio dei miei libri...il profumo di cassa  e lavanda di merletti, pezze e ricami che mai vorrò completare progettando esasperatamente e con ansia un  futuro senza un fine, una fine.
Ho riguardato riviste di 100 anni fa...per il gusto di sistemare ciò che già era a posto, ed ammirarne le copertine. Erano tempi in cui si cercava il meglio, si faceva il meglio, Giannino Grossi, Ventimiglia, Mauri sono alcuni fra i disegnatori delle copertine, ho riguardato con rispetto e amore una vecchia scatola con centinaia di cartoline da fine '800 agli anni 50 indirizzate a giganti di poesia, di mistero, di botanica, o letto con sacralità scritti e appunti inediti di Lucio Piccolo, fogli, un vecchio blocco note, carta protocollo con quella grafia propria dell'artista, nervosa, impaziente ma leggibbile e scorrevole, a volte, infantile.
Io lo ricordo mentre parlavamo, scattava dalla sedia e si estraniava con l'urgente bisogno di fissare un pensiero una immagine, e ho letto e riletto dei blog, altrettanto ben scritti ed ho pianto, di un pianto strano, come quando ascolto Tenco e "lontano lontano" nelle "periferie" del tempo, provo nostalgia, struggimento, rimpianto, amore, ma non vedo lo sguardo, le mani, non so dare un volto, non una situazione, non un ricordo preciso e trovo un dolore intimo di ciò che è stato ma non  vissuto.
Sono lenta, volutamente mi attardo in tutto , e girando fra i blog, percepisco la fretta, l'esigenza di esprimere come schegge i propri pensieri, e non trovo eros letterario nel non godere della parola, che si presta a mille inganni, e come tale può invitare a magnifici e piacevolissimi sofismi. 
Seguo e compro, seguendo un cammino editoriale del "ci sono anche io", quanto è segnalato e trovo all'apice delle vendite libri che nulla hanno di letterario.
Fanno bene gli inglesi ad evitare acquisti mediocri, e a ritornare ai classici della letteratura, quelli che letti da giovani hanno lasciato un segno, formato un carattere, stimolato curiosità, acceso un faro per iniziare un cammino?
Guardo quanto ho da leggere e non solo di classici, critici e storici ma anche tante riviste ... e il tempo incredibilmente breve che mi rimane mi angoscia.
E sono un bluff, dichirandomi possidente, capitale : IL TEMPO.

23 giu 2017

Meno..... pause

Era il 2002, come Babette ero arrivata in una grande casa, spinta dalle molte telefonate di una fata:
" hai trascorso il Natale da sola, adesso anche la Pasqua? Le case grandi servono per star bene insieme agli amici..."
Non avevo portato molti abiti, avevo però organizzato tre grossi colli, da farmi spedire... non credevo molto alla civiltà della convivenza con indipendenza e libertà, ma ero più provinciale di adesso, e non conoscevo quei mondi fantastici.
Per cui la "Babette" era carica di origano, arance, funghi appena raccolti, cannoli, pignolata...e tanti libri.
Il mio arrivo e le emozioni di quei primi giorni, vanno rispettate per quel pudore che esigono le cose belle che ci appartengono... scriverò di ciò forse in seguito.
La casa era grande, direi un borgo, la villa aveva lo stesso nome del posto, della via,del borgo.
Fra i due corpi centrali una chiesetta ottagonale , che sembrava la cupola del "Bramante" di una Doll's House, era ed è uno di quei posti appartati, sereno, ottima terapia per il dolore su cui camminavo, ma allo stesso tempo ero nel mondo.
La mia ospite, una docente tedesca, studiosa di arte, con interessi culturali i più svariati (quello era il periodo cinese!) ed amicizie in tutto il mondo il cui hobby principale era la convivialità, mi consentì conoscenze ed esperienze da viaggiatrice ma a  posto fisso..
Un giorno, mi disse torna a casa presto, non ti dilungare con troppi negroni (aperitivi), dobbiamo preparare cena, viene Luisa, con Suad...
Non sapevo chi fossero, l'euro parlamentare (di lei ho impresse le grandi risate, il suo cellulare che squillava in continuazione, e il "piacere della tavola") arrivò il giorno successivo e Suad arrivò puntuale con una sua amica, cose da poco !! anche quest'ultima una docente di antropologia all'università di Bagdad.
A tavola spesso si parlava in tre o quattro lingue... io parlavo solo siciliano e mi capivano  perfettamente arabi, francesi, spagnoli , con gli altri era di aiuto la mimica mediterranea e la mia amica.. parlava tante lingue e, in quel periodo, cominciava a masticare anche il cinese.
Con Suad nacque un feeling fatto di risate, sorrisi, mi disse che per imparare l'italiano sarebbe bastato frequentarci una settimana, allora abitava temporaneamente a Massa Marittima, e mentre tutti parlavano dell'Olp, del muro, delle varie intifade, e durante e dopo cena erano immersi nel ruolo serio di gente intellettuale... io dissi:
Icecream in Castellina?
Non finii queste due parole che Suad e la sua amica, scattarono in piedi pronte già a fuggire verso una leggerezza che in quel momento, li, era assente.
In quei tre giorni con Suad parlammo di tutto, (io capisco l'inglese, non lo parlo, per questa sindrome della perfezione che mi vieta di buttarmi!.)
Lei mi chiamava "la filosofa".
Al salone del libro di questo anno ho comperato Murad Murad e Niente sesso in città, di Suad Amiry.
La notte scorsa, ho finito di leggere queste due chicche, gradevolissime, scritte con l'arte di raccontare un atavico disagio e grosse tragedie con leggerezza...
In Niente sesso in città, la Palestina e i suoi drammi sono il vassoio su cui Suad appoggia con ironia lo "stato"... il sentire di un meraviglioso gruppo di "eroine" in quanto donne, iscritte ad un club esclusivo:
C.R.I.M.I.N.E. cioè Commitee of Ramallah Indipendent Menopausal Inner Network Enterprise.
"Splendide"  in menopausa, ognuna con problemi e soluzioni diverse, tutte accomunate dall'età, dall'amore per la terra in cui affondano le radici da millenni,  ma tutte "uniche".
Quanto vicino il mondo in cui sono cresciuta a quella autorevole norma della cultura araba : sottile accettazione del non detto o del non nominato.
Per tutte le donne di tutto il mondo..il periodo della menopausa coincide con quello in cui si tirano le somme, ed il tempo dei bilanci.
Ognuno reagisce sia fisicamente che mentalmente in modo diverso, trovo bellissimo lo stato descritto da Suad, di una liberazione dal desiderio, che spesso e tanto fa soffrire quando gli ormoni vanno a mille, ma anche della libertà di non dover per forza essere in "tiro".
Poi non tutte hanno le caldane, l'osteoporosi, la tachicardia... e la depressione, e, più forti, e senza i mal di testa o i fastidi del ciclo, possono fare, vestirsi, dire cose..concesse solo in post menopausa.
E poi penso che tutto ha un tempo e un suo compimento... e il non poter proliferare non deve  sminuire o far perdere di autostima.
Chi è la persona consapevole  e diligente che vorrebbe un figlio quando in età matura le forze debbono essere rivolte ad altro? e le molte curiosità e gli interessi accresciuti hanno bisogno di un tempo che si sente sempre più breve; e per quanto riguarda il fisico, come diceva la Magnani alla truccatrice, "no, non nasconda le rughe, ci ho messo una vita a farle".
Calo di autostima? Noi donne abbiamo un inizio ed una fine, abbiamo regole e un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.
Il maschio che comincia a 14 anni con ansia da prestazione, con problemi di grandezza, e di potenza e che continua fino alla morte, beandosi di poter essere prolifico, dovrebbe perdere la stima quando per demenza senile fa quello che dovrebbe fare suo nipote.
Continuano con le loro patologie e le loro fisse del "caso" ad oltranza, non sfiorati lontanamente dal pensiero che anche nel mistero della vita, la natura ha affidato alle responsabili donne la procreazione,  mentre ha lasciato all'uomo il compito della riproduzione.
Io dopo i bilanci della menopausa sono rifiorita certo il fisico cambia e purtroppo stenti a riconoscere il guscio, ma penso, quando gli ormoni c'erano .. andavo bene? ero desiderabile? ok.
Adesso che la cosa non mi interessa più, il mio piacere è quello che spero portare fino alla morte, "mangiare", e a questo piacere immolo la pancetta, che da buona "contenta di se" adesso mi piace pure e mi fa simpatia.
Poi quanto è bello cambiare stile, e scoprire la mise affascinate dell'abito "tenda".

Oggi debbo dire che non sento Suad da anni, la mail torna indietro. 
Gisella la Stregola di Tregole vive fra Monaco e il Nepal, ogni tanto un msg "il tuo golf oggi mi accarezza" "la tua rosa è in fiore"...
IO non so più dove sono...., 
In libreria giorni fa l'occhio si fermò su Damasco di Suad Amiry, un tuffo al cuore.. lo presi attende sul comodino.
Di Luisa e delle sue battaglie in Palestina non so più nulla non ci sentiamo più...
Tregole i due anni più belli della mia vita, la pozione magica della mia rinascita.



Proverbio Cinque

Salomone era di questo secolo? Il re, con la giustizia rende stabile il paese; ma chi pensa solo ad imporre il proprio, lo rovina. proverbi 29, versetto 4.

PRESEPE.....Ed è sempre Natale

I giorni appena trascorsi sono stati all'insegna di progetti...serenità e dolce pigrizia nello stare in poltrona per tutti gli handmade da finire prima della prossima domenica, giorno di partenza, vado dai miei rami...
Il Natale ci avvicina, ed è occasione per trasmettere tradizioni, sensazioni, emozioni, e per tenere ben salda la memoria, il ricordo...di ciò che siamo..di ciò che eravamo.
La mia mamma
era una donna meravigliosa, bravissima in molte arti femminili e con un pizzico di vena artistica, e ciò faceva si che si cominciasse ai primi di novembre il lavoro di preparazione di quel presepe che era la mia gioia ed il mio orgoglio...
Intanto un mese addietro,  ho inviato a mia figlia
qualche vecchio pastorello e qualche casetta... lei ha la fortuna di avere un marito che ama la casa, le tradizioni
e ogni attimo libero lo passa con  Lulù, ed è con lei, vecchietta di due anni e mezzo, che  ha preparato il presepe.

Io, intanto, in ricordo di quei tempi meravigliosi, in cui forse mancava  l'apparenza del benessere, ma in tutti, vi era la ricchezza di enormi valori, e si misuravano le persone con "l'essere" e non con "l'avere", ho cercato nel web e nel ricordo di amici... l'intero testo della "Ninnaredda" la novena che tre uomini ogni sera dal 15 Dicembre, cantavano e suonavano per le strade e salivano nelle case dove vi era il presepe.
Erano in tre,  un signore con la chitarra, uno col mandolino e l'altro con  "u friscalettu", una specie di clarinetto ricavato a mano con una robusta "canna".
Nel presepe della mia infanzia le montagne erano fatte con le pietre della "ferrovia"... scure e porose, invecchiate da tutto quel carbone usato per mandare avanti le locomotive, mentre nelle sponde dei laghi o nel bordo dei letti del fiume... vi era la pietra pomice, che mia madre si faceva portare da Canneto di Lipari, e il muschio, doveva essere spesso e pieno, sempre verde per tutto il periodo, e quale se non il migliore? quello del bosco della Miraglia?
Stavo ore incantata a guardare gli artigiani, davanti le loro botteghe intenti al lavoro, le lavandaie sul greto a sciacquare i panni, i pianoli delle colline pieni di pecorelle accompagnate da cani e pastori... e mi ricordo ancora galline e piccoli animali domestici nell'aia di case che avevano davanti la porta il famoso gelso esistente in tutte le case coloniche di questa zona della Sicilia, e risuonano ancora le parole di mia madre che diceva... "vedi, quell'altra casa colonica invece è dei luoghi della tua nascita, da noi, non c'è il gelso, ma il carrubbo davanti alle case di campagna".
Da piccola dovevo sembrare abbastanza antipatica, non so se lo sono ancora, ma adesso, vicina al concetto della vacuità delle cose, credo di essere diversa. Allora ero come un pavone,  tutti dicevano che il presepe di mia madre era il più bello, non è che ce ne fossero molti in paese, ma quelli importanti erano circa sei, tutti appartenenti ad amici di famiglia o a parenti.
Il gruppetto abbastanza consistente di amiche e cugine insieme alla "ninnaredda" si spostava di casa in casa, e in queste case, all'arrivo del canto natalizio salivano tutti i vicini... per cantare insieme il ritornello
 E Natali si annunziò,
E Natali si annunziò,
Viniti pasturi ch'è natu u Bambinu
U verbu divinu chi a 'tutti sarvò,
E Natali si annunziò
E Natali si annunziò ....
Da noi c'era il vassoio con i dolcetti per tutti gli abitanti dei vicoli che salivano ad ammirare il presepe, facevano i complimenti a mamma ed assistevano alla novena.
Ero la più piccolina del gruppo, ma mi sentivo la più importante infatti da noi la nimmaredda si fermava due volte, su in casa, e all'ingresso del cancello del giardino della strada principale, dove vi era una edicola votiva al Sacro Cuore di Gesù, eretta dalla mia bisnonna, edicola ora trasferita e "moderna" nella stessa strada e dove allora vi era cancello ed l'antica statua ora vi è una strada.
Ieri, nel parlare con una cugina per chiederle se ricordava il testo della "ninnaredda a Gesù" abbiamo ricordato quelle visite reciproche, quelle sere di canti, ed aneddoti sulle nostre madri, ed io ho confessato l'enorme invidia e la rabbia che ebbi un anno, quando vidi che nel presepe di casa sua il fiume era di acqua che scorreva, e non di specchio come il nostro, vi era un orticello con il grano che aveva germogliato e stava crescendo, e tornai  a casa, chiedendo conto e ragione del perchè dai nostri cugini, l'acqua era vera, ma "sopratutto il grano... il grano... perchè noi non avevamo piantato nulla?" e giù pianti...
Sono passate "ere" da allora ma non credo di dover dire "alla mia epoca", in quanto questa in cui vivo è pur sempre la mia epoca, il mio tempo, e allora rispondo a Potolina,  nel IL NATALE SECONDO ME e dico che è l'abbandono di ogni competizione , perseguire unione, e coltivare le nostre radici, poichè senza di esse i rami non solo non germogliano ma seccano.
Il Natale secondo me è saper godere con gioia di quello che abbiamo, e desiderare sempre più sentimenti e amore.

Non sto mantenendo un ordine cronologico, questo è sempre del 2011, e lo pubblico adesso perchè ricordavo avesse foto che stavo cercando.

I NORMANNI del SUD

Apro gli occhi e sento che sul davanzale sono venuti gli ospiti per quella pappetta che avevo preparato ieri sera, sorrido e penso a S. Francesco.... la natura, quindi Dio,  sfama anche il più piccolo degli uccellini... e per analogia la mia autostima prende punti qualità ;-)) !!!.
Apro la finestra della camera da letto, e mi accarezza il profumo dei pini... risorrido e passo nella zona a nord, dove trovo le Eolie, anzi non le trovo proprio,  in un tutt'uno con un celeste che è cielo ed il cielo mare, solo due virgole bianche immobili per assenza di Eolo...magari dorme ancora !
Chiudo l'autoclave, voglio dare l'acqua alle piante per "caduta"... con dolcezza, lentamente per soffermarmi sulla gemma appena nata, sulle nuove foglie in una stagione che dovrebbe invece lasciare i rami spogli, e , dopo averci donato l'ombra spendersi per il fuoco.
Respiro a pieni polmoni, inserisco un cd e sorriso ancora al pensiero di un mio amico... : ma che ci fai al pc, in un mondo di casalinghe frustrate ? credo che in comune non abbiate neanche la musica..
Non sono casalinga, non sono frustrata,la musica è un linguaggio universale e non ho la presunzione di essere la sola...  e fra miliardi di gente... quanti come me..o, al vero, meglio di me!
Mentre ascolto, comincio a scrivere.. e il mio nahir di questi giorni è intrigante ed affascinante per quello che scrive, che trovo in piena dislessia con la sua mente ...e questo nahir si dichiara normanno...
E già...normanna sono anche io! e vado....
Era una calda domenica di fine estate, noi, Le tre stregole di Tregole, i vicini delle case ai piedi della collina, alcuni stranieri ospiti del borgo...stavamo seduti conversando mentre i pochi bimbi al centro esploravano i regalini. Non ricordo più il nome del piccolo che compiva due anni.
Non voglio immaginare quante belle conoscenze ho perso quando nelle riunioni ero attratta dal bello, dal giovanile, dall'elegante e a fine serata,mi ritrovavo con la conoscenza di  nuove palestre, di prestazioni innovative di motori e carrozzerie... anche "umane".
Intrattengo conversazione con un anziano signore, non ricordo i tratti o i particolari dell'abbigliamento, ma ero presa da una gradevolezza totale.. e dal suo parlare lento, complice di dentali e palatali che solo un londinese della city sa ... modulare.
Parlammo della mia Sicilia, ed io ero affascinata dalla conoscenza che questo signore aveva dei luoghi e del periodo normanno. Sapeva dell'assedio ad Enna,  della strana causalità del loro arrivo, e poi il ritorno in armi...
Il mio amore  sviscerato per la storia ( ma io amo tutto con passione) e la saggistica mi avevano portato a curiosità exstrascolastiche, avevo bevuto Smith, Correnti molti storici e critici sui normanni, ma i miei ricordi più vivi .. erano dovuti a due libri che mi avevano realmente travolto...e appassionato : I normanni del Sud e Il Regno del sole, di John Julius Norwich.
Abbiamo parlato a lungo, isolandoci da tutti in un raro momento di condivisione, lui meravigliato che una donna della moda ed antiquaria sapesse queste cose, ed io ancor di più, stupita che un inglese conoscesse così bene i luoghi ed il periodo felice.
Quasi accavallando le nostre parole, da flik e flok, insieme dicevamo  di cattedrali, chiese, palazzi che sembrano riunire senza sforzo e tensione, quanto di più bello vi è nell'arte e nell'architettura delle tre grandi civiltà di quell'epoca- la nord-europea, la bizantina e la saracena.
Qui al centro del mediterraneo si trova il ponte che riuniva Nord e Sud, Est ed Ovest, latini, teutoni, cristiani e musulmani.
Loro, i Normanni, noi i normanni..siamo la magnifica inconfutabile testimonianza di un era di illuminata tolleranza, ignota ovunque nell'europa medievale, e raramente uguagliata nei secoli che seguirono.
Gli parlai di questi due libri importanti, poichè nella mia curiosità storica avevo trovato ben poco su una delle vicende epiche più straordinarie ed affascinanti che si siano verificate fra l'epoca di Giulio Cesare e quella di Napoleone e questo magnifico signore mi rispose, che dopo essere stato in Sicilia, l'interrogativo era stato uguale e per questo si era messo a studiare ed era ritornato per lunghi periodi.
Come un piccolo pavone, fiera delle mie conoscenze, parlammo degli anni della lotta e della conquista fino all'incoronazione di Ruggero II, anni dominati da figure di figli e nipoti di Tancredi D'Altavilla,  del torreggiante Roberto il Guiscardo, uno dei pochi avventurieri militari geniali, che sorti dal nulla, morirono senza conoscere sconfitte.
Dopo l'inconorazione di Ruggero il clima muta, la durezza si addolcisce e sono i tempi di Cefalù, Monreale, la Cappella Palatina..fino ad un dolce declino il cui spirito prosegue per oltre cinquant'anni nell'animo di Federico II, Stupor Mundi, il più grande principe rinascimentale, che precorse di due secoli i suoi tempi e in Manfredi, suo figlio il fascino della bellezza e figura romantica... anch'egli troppo avanti per i tempi. 
Potrei continuare non so quanto ci siamo detti e quante cose lui mi ha chiesto, con l'umiltà dei grandi, anche sulle tradizioni popolari del Pitrè (altro mio amore)... finita la serata con in cuore l'entusiamo di una bella conoscenza di cui non conoscevo il nome, con la soddisfazione di una serata ben trascorsa... per la strada bianca le stregole risalgono la collina fino alla loro dimora.
Parente serpente mi dice... figurati se come al solito non devi essere al centro, sei sempre la calamita,...
Rispondo: Se tu non fossi diventata solamente toscana avresti potuto partecipare ed essere coinvolta come me... sai parlavamo anche dei nostri capelli rossi e dei nostri occhi verdi...siamo eredi normanne...
E la stregola alemanna, vikinga, bella, colta e potente e : "certo come si fa a non essere affascinati da Norwich,non ha solo una bella presenza, ma è un importante storico inglese....

E a me pensando a tanta umile eleganza, non restava che dire : touchè!

MASCHERE DELLA RINASCITA

La fattoria che ho abitato per due anni, dove sono stata coccolata dopo l'abbandono ;-)

Sono passati pochi anni da quando abitavo la fattoria che vi è nella foto, sono stati anni importanti per la serenità che ho adesso, e per la mutata visione delle cose.
Poi nel tempo e con il tempo ho imparato a vivere lentamente ed a essere e sentirmi presente e leggera insieme.
Apro la finestra e se in altra vita era solo per guardare “che tempo fa” in relazione all’abbigliamento da indossare, oggi guardo i colori ed oltre.
La luce di oggi è indescrivibile……..adesso il posto è altro, i miei occhi vedono il mare che tanto affascina, strugge, consola, accompagna.
incerta su programmi e progetti, (tante sono le cose che voglio fare da domani), arrivo qui, guardo la posta, e le news a cui sono iscritta che alimentano curiosità e sogni di mondi diversi.... leggo, leggo quello che per molti è tanto, ma poco per me, avrei voluto che il piacere del racconto, l’eleganza della prosa, i concetti espressi mi accompagnassero per lungo tempo, in una lettura non svilita da un elettrodomestico, ma valorizzata in un racconto degno della bellezza ed dell’odore della carta, del tocco di una mano che lo sfoglia, del piacere della vista di una immagine di copertina, di un dorso e risguardi curati… e mentre ricordo cosa scrissi a proposito della “deontologia dell’etere” penso a cosa ho in canna ancora non pubblicato che qui segue…
Sono in Toscana, in una casa da sogno ed in un posto da sogno, adesso non ho più nulla ma ricca di ciò che nessuno può rubare, penso che i posti belli, i tetti superbi, sono cose che mi hanno sempre accompagnato ed ora qui potrei godere del mio durare, lasciarmi cullare da bella compagnia, da tavole degne di “Babette” ,da notti di luna non inquinata in cui puoi contare filari e grappoli…
E no, non c’è cosa peggiore della sindrome dell’abbandono, che pur non essendo un grande dolore rispetto ad altri irreversibili, è quello che incide più sulla personalità, perché intacca l’autostima , l’essere femmina o maschio, svilisce la persona nel subire una scelta…e, se poi a questo si aggiunge il furto del lavoro allora si cade in depressione.
Ma ciò capita ai deboli, il forte Don Chisciotte vinceva ogni qual volta che si rialzava e partiva per nuove avventure.
Ed io, con l’assurdo e puerile desiderio di dimostrare quello che avevo già ampiamente dimostrato, disarmata dinnanzi ad una serrata corte lavorativa di un giovane… mi rimetto in gioco. E come al solito sempre fortunatamente al top.
Tra le tante bellissime esperienze fatte in compagnia del mio giovane socio, figone e simpatico, adesso mi piace ricordare questa e pensare che nel mio piccolo ne ho preso insegnamento..:
Andiamo in una tenuta, per richiesta del proprietario, che voleva disfarsi degli arredi, in quanto aveva venduto la bellissima dimora con parco e terreni.
Arriviamo in un posto curatissimo, di una bellezza semplice ed imponente che solo l’atavico connubio toscana/regno unito ha trovato un preciso stile documentato in tutta quell’area che è il Chiantishire.
Un signore anziano ci riceve, contento di se e soprattutto della sua età che dichiara con orgoglio: 92 anni; è in compagnia di una stupenda minuta bambola di 86 anni, con degli occhi azzurri , penetranti come spilli arzilli e curiosi, e mentre “i maschi” girano fotografando cassettoni e torciere, io vengo accompagnata in uno studiolo con due enormi vetrate su un panorama toscano mozzafiato, per godere degli acquerelli eterei e azzurri, tanti, luminosi, un vero giardino in casa.
Lei dipinge ed è anche appassionata di botanica.
Il tempo mi sembrava fermo a Sissingurt e mentre parlavamo, Wirginia Wolf, Cadmen, Blusbarry, erano in circolo, e davanti ad una “lussuosa tazza di te” cosciente della loro età, convinta che ritornassero a Londra da figli e nipoti, come ho fatto io con tren’anni di meno, per avvicinarmi all’ultima dimora, chiesi “Allora avete venduto questo paradiso per tornare a Londra?”, con un sorriso ironico e malizioso, come di una bimba che sta per fare una divertente marachella, e cambiando espressione da birba imbronciata…
“ No, no, madam, abbiamo comprato un palazzo a Firenze, per una nuova avventura”
Foto fatta a mia insaputa mentre ricamavo un tappeto, nel giardino di casa in Chiantishire...

22 giu 2017

Virtuali pietre miliari

Abbandonata la stanza bianca, entro in casa investita dalla visione felice dell'azzurro , del mare,  due timide rose in terrazzo mi sorridono e dopo una lunga passeggiata fra le stanze per regalare e regalarmi uno sguardo alle cose che amo, apro questo elettrodomestico, che completa la mia esistenza con una armonia appagante fra il reale ed il virtuale. Leggo, leggo e leggo ...tutto merita attenzione e molte mail mi hanno dato gioia ed emozione. Questa e come un racconto che faccio mio.

Con le tenebre, Strega Bugiarda, arrivano i personaggi del buio, coloro che preferiscono essere intravisti tra le ombre, basta una falce di luna a farli svanire.
Arrivano le Streghe tue sorelle, i piccoli Troll dispettosi, gli Elfi che lasciano i loro stagni e le acque ferme delle gore , talvolta perfino qualche vecchio sedicente Pirata, abbigliato un pò fuori dal tempo, carico di armi di cui l'oscurità non lascia intravvedere la ruggine e il buio. 
Gente che non ama i riflettori e l'incessante brusio di quella piazza chiamata FB, piena di uomini e donne  che parlano, parlano, parlano, tesi tanti di loro ad apparire quello che non sono e che magari vorrebbero essere, oppure donne e uomini soli che diffondono o così credono garbo, spirito e simpatia e che invece si sentono  incompresi e cercano compagnia.

Eppure la piazza è anche utile, furono quelli del mio Ordine, i Clerici, a trascinarmici con la forza e fecero bene, tutti i miei contatti appartengono in fondo a quell'ambiente.

Quasi tutti : perché anche i sedicenti Pirati sono curiosi e affascinati dalla gente "strana" come loro , come le Streghe che hanno poteri magici, così dicono almeno nelle notti di neve coloro che vivono nei campi o nelle borgate che ne sono affascinati e pure le temono, le sfuggono.

Questa estate ti ho pensato, quando una calura d'inferno sembrava svuotarmi di ogniforza e le vele della mia nave pendevano morte dai pennoni, dalle sartie.

Lo sai come sono i Pirati : è nella loro natura correre sui mari in cerca di prede, di gemme e tesori, di sete damascate e di armi cesellate, di spezie e di donne bellissime.

Parole, parole, ancora parole......ma poi ?

Quando lessi "On the road" più che un Libro Sacro pensai che Kerouac avesse scritto la mia biografia, l'etica e l'estetica dell "andare per andare", il viaggio infinito......

Ma è passato tanto tempo, troppo : troppi anni, troppi accadimenti, troppe battaglie.
Adesso la nave si è perduta in qualche porto di qualche mare, le teredini hanno corroso la chiglia, le vele sono a pezzi, le colubrine e le spingarde se fanno fuoco rischiano di deflagrare.....

Gli abbordaggi, le prede, le battaglie.....tornano ogni notte con i sogni, ma l'alba arriva sempre troppo presto e i Pirati scompaiono, neppure fossero stati sorpresi dalla floatta di Sua Maestà Britannica all'eterna caccia di Sandokan.

Chissà : magari in un altro tempo, in un'altra dimensione, in questo momento un Pirata ed una Strega si incontrano, bevono assieme da lunghi calici un liquido ambrato, parlano di, di.....

Buona notte, Signora : che sia una notte dolce per te.

Sandokan